Lean startup ed execution “a regola d’arte”: ecco come si fa

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“Senza execution una startup non esiste”

La visione di Marco Meola, mentor della Startup University ed esperto di lean startup, è chiara. Per poter diventare startupper di successo è necessario essere veloci, ma soprattutto testare e migliorare continuamente il proprio prodotto/servizio, per far sì che diventi perfettamente rispondente al mercato di riferimento, che potrebbe non necessariamente essere quello che si è immaginato in fase di ideazione e progettazione della startup.

Ecco perchè il lean startup sta diventando sempre più una vera e propria filosofia di business anche per aziende consolidate che guardano con interesse all’innovazione, consapevoli che oggi non se ne può fare a meno, ma che – allo stesso tempo – occorre cogliere le grandi opportunità della trasformazione digitale e dell’Industria 4.0 evitando spreco di denaro e di energie preziose.

Ma entriamo nel vivo dell’interessante intervista con cui Marco Meola ci racconta come si realizza una execution perfetta, concludendo con quattro preziosi consigli (gliene avevamo chiesti tre, ma ha deciso di abbondare…).

Marco Meola-lean startup-StartupUniversty

E’ ormai diventato un luogo comune affermare che l’idea vale l’1% e l’execution il restante 99%. Secondo te è sempre così oppure ci sono casi, in particolare in ambito scientifico, in cui le proporzioni sono diverse?

Senza execution non esiste startup e più in generale impresa. Su questo punto non penso possano esserci dubbi. Possiamo dire però che per grandi linee, e semplificando un poco il ragionamento, c’è differenza nei tempi di execution tra progetti digitali e progetti scientifici.

Nei primi (web e app per intenderci) bisogna essere veloci e il team deve andare avanti con test e analisi continui; questo si può fare anche con piccoli investimenti iniziali.

Nei progetti che nascono in ambito scientifico e accademico, invece, ci possono essere dei tempi dilatati a causa di ricerche ed esperimenti da verificare, di richieste di brevetti o di messa in produzione di prodotti che necessitano di grossi investimenti, e questo può far slittare molto i tempi e costringere i team a lavorare in una situazione di frequenti stop and go, che possono portare problemi nella lunga distanza. Ma l’attitudine all’execution deve essere uguale in entrambi gli ambiti.

Quali sono le principali caratteristiche di una execution “a regola d’arte”?

La mia esperienza mi dice che il segreto è riassumibile in una sola parola: TEAM. La startup deve avere al suo interno tutte le competenze e le figure chiave necessarie per portare avanti il progetto, senza necessità di forze esterne che rallentano sempre l’execution.

Il team deve essere composto da persone che credono fortemente nel progetto e vi si dedicano completamente. Se c’è questo tutti gli innumerevoli problemi che quotidianamente si presentano nella vita di una startup potranno essere affrontati e risolti. In caso contrario la startup è destinata a non andare molto lontano.

Lean startup-pratica metodo-Startup University

Il metodo “lean startup”, a cui hai dedicato il tuo intervento nella Startup University, è il miglior metodo per una execution perfetta o è l’unico da utilizzare? E quali sono, a tuo avviso, le fasi di questa metodologia dalle quali non si può assolutamente prescindere?

La lean startup sta dimostrando una forza che forse neanche i suoi creatori avevano immaginato. Sicuramente è una metodologia che nelle prime fasi di vita di una startup è imprescindibile.

Ma ormai anche grandi aziende già sul mercato da tempo ne stanno apprezzando l’utilità per ridurre al minimo sprechi di tempo, soldi ed energie nel momento in cui decidono di innovare prodotti o modelli di business.

Detto ciò è difficile indicare una cosa più importante dell’altra, anche perché gli strumenti da utilizzare variano a seconda della fase di sviluppo della startup. Direi però che il concetto di Innovation Accounting, cioè le nuove metriche da tenere sotto controllo e che aiutano a prendere decisioni in maniera razionale e ragionata, che cambiano a seconda dei settori in cui la startup va a posizionarsi, possono davvero fare la differenza tra successo e fallimento.

Permettimi però di sottolineare due cose: innanzitutto il lean startup è in costante evoluzione e continua ad ispirare nuovi principi e metodologie di management (ultima in ordine di tempo è il Growth Haching che è un mindset fortemente ispirato al lean startup che si applica al marketing e allo sviluppo del prodotto).

Seconda cosa: il lean startup va sempre integrato con altre metodologie come ad esempio la Strategia Oceano Blu, che si concentra sullo scenario competitivo e sull’analisi approfondita dei competitor, cosa che il lean startup non fa.

Tre consigli che ti senti di dare ai nostri ambiziosi startupper, da tenere sul comodino insieme alla loro lettura preferita.

1) Non innamoratevi della vostra idea. Se vi accorgete che gli utenti non sono interessati al vostro prodotto è inutile insistere. Se vi accorgete che vogliono qualcosa di diverso non rimanete fermi sulla vostra soluzione ma pivotate velocemente.

2) Concentratevi sul prodotto e sui clienti. Ascoltateli con frequenza e non smettete mai di mettere mano al prodotto che deve essere migliorato in continuazione. Se pensate di aver costruito il prodotto perfetto e non andate avanti a migliorarlo… quello sarà l’inizio della fine.

3) Leggete sempre e con costanza per tenervi aggiornati sulle nuove tecnologie e sui nuovi modelli di business che nascono ogni giorno in giro per il mondo. In primo luogo questo vi servirà per conoscere e trarre ispirazione dalle innovazioni che ormai sono continue. In secondo luogo vi servirà per non essere colti di sorpresa da un nuovo prodotto in arrivo sul mercato che potrebbe spazzare via il vostro business senza che ve ne accorgiate.

Se posso aggiungere un quarto punto suggerisco di cercare con insistenza il confronto con gente (esperti, mentor, imprenditori, investitori, ecc.) che vi farà critiche e solleverà dubbi, per far tesoro di questi suggerimenti, perché solo così potrete crescere come persone, prima ancora che come imprenditori.

 

Stefano Narducci
Stefano Narducci
Presidente di Startup Club, associazione organizzatrice della Startup University, il programma di pre-accelerazione per le startup del Sud Italia. E' avvocato esperto di diritto societario, commerciale, contrattualistica e startup innovative. Ha conseguito il titolo di "Startup Specialist" nel 2015 ed è coordinatore e mentor del programma. Ha finora selezionato e assistito decine di startup nel loro percorso di crescita.

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